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Manomissione
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Con il termine mwawmanomissione (mwbamanumissio) si indica in mwbqdiritto romano l'mwbgatto con cui il mwbwproprietario libera un servo dalla mwcaschiavitù. All'interno della disciplina giuridica romana classica erano conosciute tre forme di manomissione: la mwcqmanumissio vindicta, la mwcgmanumissio testamento e la mwcwmanumissio censu. Queste tre mwdamanumissiones si caratterizzano poiché, oltre alla libertà, consentono al servo di acquistare simultaneamente anche la mwdqcittadinanza romana, e sono dette mwdgmanomissioni civili.cite-ref-1[1]

Contents

Note

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Forme di manomissione

Manumissio vindicta

La mwgqmanumissio vindicta vede i suoi natali già nell'età arcaica, con un negozio formale e solenne, dove non erano tollerati condizioni o termini.

Si svolgeva davanti al magistrato, con presenti il padrone e lo schiavo. Sembra che in origine si trattasse di una finta mwgwvindicatio in libertatem, assai simile alla mwhqmwhgin iure cessio.cite-ref-l163-2-0[2]

Il padrone, affrancatore dello schiavo (mwjaadsertor libertatis), conduceva questi di fronte a un mwjqpretore, il quale gli toccava leggermente il capo con una verga detta mwjgvindicta (mwjwvindictam imponere) e pronunciava la formula rituale; poi un mwkalittore del magistrato toccava lo schiavo con una verga,cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] con poi la pronuncia dellmwmq'mwmgaddictio secundum libertatem, permettendo allo schiavo di acquisire la libertà.

Con il passare dei secoli il rito divenne sempre più semplice, giungendo, nel diritto giustinianeo, a vedere la mwnamanumissio vindicta compiuta con una semplice dichiarazione di volontà di affrancare il servo resa dal suo padrone al magistrato.cite-ref-mmpriro-5-0[5]

Nel diritto romano classico la struttura dell'atto cambia radicalmente, perdendo le caratteristiche proprie della mwogin iure cessio. Tale tipo di manomissione non ammette l'apposizione di mwowtermini o di mwpacondizioni. Questa procedura poteva essere utilizzata esclusivamente per le schiave, le quali poi divenivano mwpqlibera ex iure Quiritum.cite-ref-l163-2-1[2]

Manumissio testamento

La mwsgmanumissio testamento, che vede i suoi natali in epoca molto antica, vedendo essere già presupposta nelle mwswXII Tavole, era la più frequente forma di manomissione, la quale avveniva con una disposizione testamentaria efficace dalla morte del testatore.cite-ref-l163-2-2[2]

Per essa era necessario l'impiego di termini imperativi, come ad esempio mwuq«Stichus servus meus liber esto» (il mio servo Stico sia libero) e, a differenza della mwugmanumissio vindicta, era possibile apporre condizioni sospensive o termini. Lo schiavo manomesso, nel mentre della condizione o prima della scadenza del termine veniva nominato mwuwstatuliber.cite-ref-mmpriro-5-1[5]

Era possibile, insieme, istituire come erede lo stesso servo che stava per essere liberato, ma era necessario, anche qui, l'attribuzione di libertà esplicita. Solo con Giustiniano l'attribuzione della libertà divenne implicita nell'istituzione di erede.cite-ref-6[6]

Manumissio censu

Consiste nell'iscrizione dello schiavo come cittadino libero nelle liste del mwyacensimento. La portata di tale forma di manomissione è alquanto controversa per quanto concerne il diritto romano arcaico, essendo considerata come una "pratica condizione realizzativa" di una delle altre due forme. Nel diritto romano classico, invece, può a rigore considerarsi forma di manomissione di pari grado alla mwyqvindicta e alla mwygtestamento.cite-ref-l163-2-3[2]

È detta anche manomissione di censimento; i mwaacensori quando facevano il censimento, compiuto ogni 5 anni e chiamato "mwaqlustrum", potevano sentirsi dire dal padrone di casa: "Lo schiavo non è più tra le persone schiave ma è tra le persone libere", quindi con l'iscrizione dello schiavo nelle liste del censo e, di conseguenza, tra i cittadini Romani, detti mwagcivites Romani.

Nel corso del tempo la pratica divenne sempre meno frequente, fino a quando, in età postclassica, divenne desueta.cite-ref-mmpriro-5-2[5]

Altre forme di manomissione

Le tre forme di manomissione sinora considerate sono le tre principali e le uniche producenti effetti nell'ambito dello mwcgmwcwius civile. Esistevano tuttavia in diritto romano altre forme di mwdamanumissiones, dette mwdqpraetoriae, basate sulla mwdgvolontà da parte del padrone di liberare lo schiavo, e non sui formalismi tipici delle manomissioni mwdwex iure civili.

Esse sono tre: la mweqmanumissio per epistulam, la mwegmanumissio per mensam e la mwewmanumissio inter amicos.cite-ref-7[7]

La distinzione tra mwgqmanomissioni civili e mwggmanomissioni pretorie si ridusse, col passare dei secoli, per la sempre minor richiesta di requisiti formali delle prime, culminata nella definitiva abrogazione della differenziazione tra le due categorie attuata da mwgwGiustiniano.

La distinzione tra manomissioni civili e pretorie più che altro era basata sulla possibilità riconosciuta al pretore dalla mwhqmwhgLex Iunia Norbana (del 19 d.C.) di rifiutare l'azione al padrone che in seguito mostrasse l'intenzione di rivendicare la proprietà dello schiavo (per effetto di un mwhwfavor libertatis).cite-ref-8[8] Perciò le nuove forme di manomissioni non erano pretorie in quanto rimedi concessi dal pretore e potevano fare acquisire solo lo mwjastatus libertatis e non lo mwjqstatus civitatis, sicché lo schiavo veniva comunque liberato ma acquistava la cittadinanza latina e non romana (infatti erano cosiddetti mwjglatini iuniani).

Nell'epoca postclassica si affermarono altre figure di manomissione quali mwkamanumissio per epistulam, mwkqper mensam e dall'età di Costantino in poi la mwkgmanumissio in ecclesia (consistente in una dichiarazione resa davanti alle autorità ecclesiastiche).

Note

cite-note-11. mwmqmwmgRamilli, 1971,mwmw pp. 27-30.
cite-note-l163-22. mwpqmwpgLovato, 2014,mwpw p. 163.
cite-note-33. mwqwmwraRamilli, 1971,mwrq pp. 27-28.
cite-note-44. "mwsqvindicta" in mwsgVocabolario della lingua latina di Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti, ed. Loescher.
cite-note-mmpriro-55. mwugmwuwMarrone, 2004,mwva p. 132.
cite-note-66. mwwamwwqMarrone, 2004,mwwg p. 392.
cite-note-77. mwxgmwxwLovato, 2014,mwya pp. 164-165.
cite-note-88. mwzamwzqLovato, 2014,mwzg p. 165.

Bibliografia

• citereframilli-1971Giovanni Ramilli, Istituzioni Pubbliche dei Romani, Padova, Antoniana, 1971, pp. 27-30, ISBN non esistente.
• citerefmarrone-2004Matteo Marrone, Manuale di diritto privato romano, Torino, G. Giappichelli Editore, 2004, ISBN 88-348-4578-1.
• citereflovato-2014Andrea Lovato, Salvatore Puliatti e Laura Solidoro Maruotti, Diritto privato romano, Torino, G. Giappichelli Editore, 2014, ISBN 9788834848494.

Voci correlate

• mw2aLiberto
• mw3aMawlā

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itManomissione, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaEmilio Albertario, MANUMISSIONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.